Quanto tempo ci vuole per la dichiarazione di successione
Due risposte, e sono diverse. Il termine di legge è 12 mesi dal decesso, più 90 giorni per versare l'imposta. Il lavoro di preparazione, con i documenti completi, sono 10 giorni lavorativi — è l'impegno che prendiamo noi. In mezzo c'è la parte che nessuno può promettere: il tempo che serve ad arrivare a "documenti completi", perché quei documenti li rilasciano banche, Comuni e uffici, e i loro tempi non li decide né tu né chi prepara la pratica. Qui li mettiamo in fila tutti, uno per uno.
Aggiornata · luglio 2026Le due scadenze di legge
Prima di ragionare sui tempi operativi, servono i due termini fissati dalla norma. Sono gli unici numeri che non cambiano da caso a caso.
| Adempimento | Termine |
|---|---|
| Presentare la dichiarazione di successione | 12 mesi dalla data di apertura della successione, che generalmente coincide con la data del decesso |
| Versare imposta ipotecaria, catastale, di bollo e i tributi speciali | Al momento della presentazione: si autoliquidano e si pagano prima di trasmettere la dichiarazione |
| Versare l'imposta di successione (successioni aperte dal 1° gennaio 2025) | 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione |
| Chiedere la voltura catastale, se non ci si è avvalsi di quella automatica | 30 giorni dalla registrazione della dichiarazione |
Sull'imposta di successione una precisazione che toglie ansia a molti: per coniuge e figli si paga solo oltre 1.000.000 € a testa, quindi nella maggior parte delle famiglie italiane l'importo è zero e i 90 giorni non sono un problema. Quando invece c'è qualcosa da versare, si può rateizzare: se l'importo da rateizzare è almeno 1.000 €, si versa almeno il 20% entro i 90 giorni e il resto in 8 rate trimestrali, che diventano fino a 12 se l'importo supera i 20.000 €. Gli interessi decorrono dalla data del primo versamento.
Attenzione a come si contano i 90 giorni: decorrono dal termine di presentazione, non dal giorno in cui hai presentato. Se presenti al terzo mese, non hai 90 giorni da lì: ne hai molti di più. Presentare presto non accorcia il tempo per pagare.
Il tempo che dipende da noi: 10 giorni lavorativi
Questa è la parte che possiamo garantire, perché è l'unica dentro il nostro controllo. Dieci giorni lavorativi da quando la documentazione è completa: compilazione dei quadri, recupero delle visure catastali, calcolo delle imposte in autoliquidazione, bozza da farti rivedere, controllo e trasmissione da parte dello Studio Legale De Marco. Se sforiamo per causa nostra, applichiamo noi uno sconto del 10% senza che tu debba chiederlo.
Il punto delicato è la definizione di "completa". Non è una formula per cavarsela: è che senza la lettera di sussistenza della banca non esiste un saldo da scrivere nel modello, e senza dati catastali corretti non esiste una voltura da chiedere. Per questo la prima cosa che facciamo, prima ancora di aprire il modello, è dirti quali documenti chiedere e a chi — e la checklist è pubblica, così puoi partire anche prima di decidere se lavorare con noi.
Il tempo che dipende da terzi
Qui nessun fornitore serio può darti una data. Chi te la dà, o sta indovinando, o sta vendendo. Quello che possiamo fare è dirti chi decide cosa, così sai dove chiamare quando la pratica sembra ferma.
| Fase | Chi decide i tempi | Cosa la rallenta |
|---|---|---|
| Certificato di morte, autentica della firma sulla dichiarazione sostitutiva | Comune (o notaio, cancelliere, segretario comunale) | Di norma si ottengono in giornata. È la fase veloce |
| Lettera di sussistenza (i saldi bancari alla data del decesso) | La banca | Il collo di bottiglia numero uno. Nelle procedure online è immediata solo nei casi più semplici; negli altri serve prima la consegna dei documenti in originale o copia conforme in filiale |
| Visure catastali e ipotecarie, ricostruzione degli immobili | Agenzia delle Entrate – Ufficio Provinciale Territorio, Conservatoria | Rapide se il Catasto è in ordine. Lente se non lo è: vedi sotto |
| Pubblicazione del testamento | Notaio | Serve un appuntamento e un atto: non è un passaggio da un giorno |
| Autorizzazione per eredi minorenni | Giudice tutelare | È un ricorso: i tempi sono quelli del tribunale competente, e non sono brevi |
| Registrazione e ricevute dopo la trasmissione | Agenzia delle Entrate | La prima ricevuta attesta solo l'invio; quella che prova la presentazione, con gli estremi di registrazione, arriva dopo |
| Svincolo dei conti | La banca + tutti gli eredi | Serve il censimento anagrafico di tutti gli eredi e la firma della quietanza da parte di tutti |
I quattro colli di bottiglia veri
1. La banca, quasi sempre
La lettera di sussistenza è il documento che tiene ferma tutta la pratica, ed è anche quello che le famiglie chiedono per ultimo, perché nessuno spiega che serve. Chiedila il primo giorno in cui metti piede in filiale, prima di qualsiasi altra cosa. Se il defunto aveva rapporti in tre istituti, sono tre richieste separate con tre tempi diversi, e la pratica si muove alla velocità del più lento. Come funziona il percorso bancario dall'inizio alla fine l'abbiamo scritto qui: come sbloccare il conto corrente del defunto.
2. Il Catasto che non torna
È il rallentamento più sottovalutato, perché non si vede finché non si guarda la visura. Se l'immobile in Catasto non risulta intestato al defunto — un passaggio di proprietà mai volturato, una successione precedente rimasta a metà, un errore di intestazione — la voltura non parte liscia: va indicato il motivo della discordanza e vanno ricostruiti gli atti e le successioni pregresse che giustificano l'intestazione. Nei casi in cui manchino atti, le volture si eseguono con riserva e vengono notificate agli intestatari precedenti e successivi. Tradotto: settimane, a volte mesi, e un lavoro che va fatto prima di trasmettere, non dopo.
La regola operativa è semplice: la visura si legge all'inizio, non alla fine. Se qualcuno ti prepara la pratica senza aver mai guardato la situazione catastale, il ritardo arriverà, solo più tardi.
3. Gli eredi
La dichiarazione può presentarla anche un solo erede per tutti: da questo lato, un fratello lontano o silenzioso non blocca niente. Ma allo sportello, per svincolare i soldi, la banca vuole la firma della quietanza da parte di tutti. Le due cose vivono su piani diversi ed è utile saperlo subito: se in famiglia c'è tensione, la pratica fiscale va avanti, la liquidazione no. Meglio scoprirlo al primo giorno che all'ultimo.
4. I passaggi che non sono nostri
Testamento da pubblicare, rinuncia all'eredità, accettazione con beneficio d'inventario, autorizzazione del giudice tutelare per un erede minorenne: sono atti che richiedono un notaio o un tribunale. Nessun servizio online li accelera, e chi promette il contrario sta parlando di un'altra cosa. Quali passaggi restano fisici, e perché, è spiegato nella guida su la dichiarazione di successione online.
Dopo l'invio: cosa aspetti ancora
Trasmettere non è finire. Dopo l'invio telematico il sistema dell'Agenzia rilascia una sequenza di ricevute: la prima attesta solo che il file è stato ricevuto; è la seconda, con gli estremi di registrazione, a costituire la prova dell'avvenuta presentazione; l'attestazione di avvenuta presentazione — quella che la banca vuole per sbloccare i conti — si ottiene solo se hai barrato l'apposito campo nel frontespizio al momento dell'invio, e resta scaricabile sette giorni dalla prima richiesta di download, utilizzabile una sola volta. Se hai tre banche, mettilo in conto adesso.
Due cose che vale la pena sapere prima di spaventarsi:
- Uno scarto non fa perdere il termine. Una dichiarazione trasmessa nei termini e poi scartata dal sistema si considera comunque tempestiva, se viene correttamente ritrasmessa entro i cinque giorni solari successivi alla pubblicazione della ricevuta che comunica lo scarto.
- La voltura parte da sola. Con la presentazione telematica la voltura catastale è automatica, salvo diversa scelta del dichiarante e salvo i casi in cui non sia tecnicamente possibile. Se invece scegli di non avvalertene, hai 30 giorni dalla registrazione per presentare la domanda agli uffici provinciali–territorio. È il classico termine che si dimentica e riapre una pratica che sembrava chiusa.
Vuoi una data, non una stima?
Ti diciamo esattamente quali documenti mancano e quanto ci vuole a ottenerli, prima che tu paghi qualcosa. Poi: 10 giorni lavorativi da documentazione completa, 349 € per il caso standard (fino a 6 eredi e 4 immobili) con voltura catastale compresa, e uno sconto del 10% applicato da noi se sforiamo per causa nostra. Firma e trasmette lo Studio Legale De Marco.
Calcola il preventivo in 30 secondiE se i 12 mesi sono già passati?
Non è una catastrofe e non serve pagare un sovrapprezzo per l'"urgenza". Finché l'Agenzia non ti ha contestato nulla, si regolarizza con il ravvedimento operoso: si presenta la dichiarazione tardiva, si versano imposte e interessi e una sanzione ridotta, tanto più bassa quanto prima ti muovi. I numeri, aggiornati alla riforma delle sanzioni, sono nella guida su ritardi e sanzioni.
Tre cose che accorciano davvero i tempi
- Chiedi la lettera di sussistenza il primo giorno, a tutte le banche e a Poste, prima ancora di sapere come farai la dichiarazione. È l'unica mossa che sposta il calendario.
- Guarda subito la situazione catastale. Se c'è una discordanza, scoprirla al primo giorno costa due settimane; scoprirla alla fine costa il doppio e ti fa rifare dei passaggi.
- Raccogli i documenti in parallelo, non in fila. Comune, banche e visure non hanno bisogno l'uno dell'altro: partono insieme. L'elenco completo, voce per voce, è nella guida sui documenti per la dichiarazione di successione.
Un'ultima cosa che non ci conviene dire: se l'eredità va a coniuge e parenti in linea retta, vale non più di 100.000 € e non comprende immobili né diritti reali immobiliari, la dichiarazione non è dovuta affatto — e allora il tempo che ci vuole è quello di firmare una dichiarazione di esonero in filiale. Le condizioni sono tre e devono valere tutte insieme: le trovi, con le norme di riferimento, nella pagina le regole.