La precompilata dell'Agenzia è gratis. Quando conviene davvero usarla da soli?
Sì, ci sono casi in cui la precompilata basta davvero e non devi pagare nessuno: un solo immobile, pochi eredi in linea retta, una banca, nessun testamento e il Catasto in ordine. Te lo diciamo anche se viviamo di pratiche a pagamento. E c'è un caso ancora prima di quello, in cui la dichiarazione non va presentata affatto. Qui sotto trovi cosa il sistema compila davvero al posto tuo, cosa resta interamente sulle tue spalle, e come decidere da solo da che parte cade il tuo caso.
Aggiornata · luglio 2026Prima di tutto: sei sicuro di doverla presentare?
C'è una situazione in cui la risposta giusta non è "precompilata" e non è "professionista": è niente. La dichiarazione di successione non è dovuta quando ricorrono tutte e tre queste condizioni insieme:
- l'eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto (figli, genitori, nipoti diretti);
- l'attivo ereditario non supera 100.000 €;
- non comprende beni immobili né diritti reali immobiliari.
È l'art. 28, comma 7, del D.Lgs. 346/1990. Le tre condizioni non sono alternative: basta che ne salti una — un garage intestato al defunto, un fratello tra gli eredi, un conto un po' più capiente — e l'obbligo scatta. Ma se il tuo caso ci rientra davvero, non devi nulla a nessuno: né a un professionista, né all'Agenzia.
Cosa compila davvero l'Agenzia
Dal 15 luglio 2025 è attiva la dichiarazione di successione precompilata (web): entri nell'area riservata dell'Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS e trovi un modello in parte già pieno. Possono usarla gli eredi, i chiamati all'eredità e i legatari, e anche gli intermediari abilitati. Il servizio è gratuito e non richiede di installare software.
Quello che il sistema mette dentro al posto tuo è questo, e conviene leggerlo con attenzione perché è meno di quanto la parola "precompilata" lascia immaginare:
- I tuoi dati anagrafici e i recapiti già validati nel tuo profilo fiscale (telefono, email, PEC). Degli altri soggetti — gli altri eredi — il sistema propone solo i dati legati alla nascita o la denominazione: il resto lo scrivi tu.
- Terreni e fabbricati intestati al defunto in Catasto, in "compilazione assistita": non li digiti, li selezioni da un elenco, con rendite e identificativi già presi dalla banca dati.
- I versamenti già effettuati con una precedente dichiarazione telematica, se ne stai presentando una nuova.
- Il calcolo delle imposte sui dati che risultano nel modello, con la possibilità di pagarle contestualmente all'invio.
- La richiesta di voltura catastale, che parte dallo stesso flusso.
Detto in una riga: l'Agenzia ti risparmia la trascrizione dei dati che ha già. Non ti risparmia le decisioni.
Cosa resta interamente a carico tuo
Questa è la parte che quasi nessuno spiega, ed è dove le persone si illudono. Tutto quello che segue non è precaricato: lo raccogli, lo qualifichi e lo inserisci tu, e sei tu a rispondere di come l'hai scritto.
- Conti correnti, libretti, titoli e polizze. I saldi alla data del decesso non li ha l'Agenzia in quel momento: li certifica la banca con la dichiarazione di sussistenza, che devi chiedere tu a ogni istituto. È il documento più lento di tutta la pratica: vedi i documenti per la dichiarazione di successione.
- Chi sono gli eredi e con quali quote. L'albero genealogico lo dichiari tu, con una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (un'autocertificazione, senza notaio). Da lì discendono franchigie, aliquote e ripartizione: se sbagli qui, sbagli tutto il resto a valle.
- Le passività. Mutuo residuo alla data del decesso, spese funebri e spese mediche degli ultimi sei mesi. Non le inserisce nessuno per te, e senza di esse l'imponibile resta più alto del dovuto.
- L'agevolazione prima casa. Va richiesta espressamente e con i requisiti giusti. È la voce che pesa di più: con l'agevolazione, ipotecaria e catastale diventano 200 € + 200 € fisse invece del 2% e dell'1% sul valore catastale. Dimenticarla costa centinaia o migliaia di euro; barrarla senza averne diritto costa una sanzione.
- Il testamento. Il modello lo gestisce, ma nel senso che ti chiede di allegare il testamento pubblicato: la devoluzione e le quote le ricavi tu. Quando serve il notaio e quando no è spiegato in successione senza notaio.
- Il Catasto che non torna. Se l'immobile non risulta intestato al defunto — una successione precedente mai volturata, un'intestazione errata — quell'immobile non compare nell'elenco e il precaricamento non sistema nulla. Va ricostruito a mano, e spesso prima va sanata la successione precedente.
Chi non può usarla
Ci sono situazioni in cui il precaricamento non arriva o la strada è un'altra. Sono poche e sono precise:
- Immobili nei territori a sistema tavolare (Trentino-Alto Adige e alcune zone confinanti): i dati catastali non vengono precaricati e la voltura non è automatica.
- Dichiarazioni sostitutive di una dichiarazione già presentata: gli immobili non vengono riproposti.
- Situazioni catastali da sanare, aggiornare o allineare: il precaricamento degli immobili è previsto solo quando non ci sono pendenze su intestazioni, diritti, quote di possesso e identificativi.
- Decessi anteriori al 3 ottobre 2006: lì si usa ancora il vecchio Modello 4 cartaceo, da presentare in ufficio. Vale anche per integrare o modificare una dichiarazione a suo tempo presentata con quel modello.
Fuori da questi casi la precompilata è tecnicamente utilizzabile. Ma "utilizzabile" e "adatta al tuo caso" sono due cose diverse, e la differenza la fa il paragrafo che segue.
L'autoliquidazione: chi risponde se il conto è sbagliato
È il cambiamento più importante degli ultimi anni e viaggia sotto traccia. Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025, l'imposta di successione non la liquida più l'ufficio: la calcoli e la versi tu, sulla base di quello che hai dichiarato. Si chiama autoliquidazione ed è stata introdotta dal D.Lgs. 139/2024.
Il meccanismo, senza giri di parole:
- l'imposta di successione autoliquidata si versa entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione (che a sua volta scade a 12 mesi dal decesso);
- ipotecaria, catastale, bollo e tassa per i servizi si versano al momento della presentazione: vanno calcolate prima di trasmettere, non dopo;
- l'Agenzia controlla dopo. Se emerge una maggiore imposta, notifica un avviso di liquidazione entro due anni dalla presentazione (art. 33 del D.Lgs. 346/1990). Se la dichiarazione è stata omessa, il termine sale a cinque anni.
Chi ne risponde è chi ha firmato: gli eredi. Non l'Agenzia, che ha solo precaricato dei dati, e non il software. Le sanzioni per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024 sono 80% della maggiore imposta per la dichiarazione infedele, 120% per quella omessa, 45% se presenti con non più di 30 giorni di ritardo.
Va detta però anche la metà rassicurante, perché l'allarmismo qui è fuori luogo. Nella successione tipica italiana — la casa dei genitori ai figli — l'imposta di successione è zero: la franchigia è di 1.000.000 € per ciascun erede in linea retta. Se l'imposta è zero, non c'è maggiore imposta da cui calcolare l'80%. Il rischio economico dell'errore non è uguale in tutti i casi: cresce con il valore dell'eredità, con il numero di immobili e con la distanza di parentela. E se ti accorgi tu di uno sbaglio prima che lo contesti l'ufficio, il ravvedimento operoso riduce la sanzione a una frazione — ne parliamo in ritardi e sanzioni.
La voltura catastale è compresa?
La voltura è l'aggiornamento del Catasto che intesta l'immobile agli eredi. Nella procedura web la chiedi insieme alla dichiarazione, senza una pratica separata: in questo la precompilata fa quello che promette, ed è compresa.
Ci sono però casi in cui la voltura automatica non parte, e devi presentare una domanda a parte all'Ufficio provinciale – Territorio, di norma entro 30 giorni dalla registrazione della dichiarazione: immobili nei territori a sistema tavolare, immobili gravati da oneri reali, eredità giacente o amministrata, trust. Se ti trovi in uno di questi casi e non te ne accorgi, la dichiarazione risulta presentata e il Catasto resta fermo — e il problema salta fuori anni dopo, quando qualcuno prova a vendere.
Il test onesto: fai da solo o fatti aiutare?
| Il tuo caso | Cosa ti diciamo |
|---|---|
| Eredità sotto 100.000 €, a coniuge o figli, senza immobili | Non presentare nulla. Basta la dichiarazione di esonero alla banca |
| Un immobile, coniuge e figli, una banca, nessun testamento, Catasto in ordine | Prova la precompilata. Con SPID e un pomeriggio di pazienza la chiudi da solo, gratis |
| Più immobili o più banche, passività da dedurre, prima casa da richiedere | Zona grigia: si può fare da soli, ma il margine di errore inizia a valere più del risparmio |
| Testamento, eredi con quote diverse, donazioni fatte in vita dal defunto | Serve qualcuno che ricostruisca la devoluzione prima di compilare |
| Eredi minorenni, beni all'estero, Catasto non allineato, disaccordi tra eredi | Qui la precompilata non è lo strumento: servono un professionista e, in alcuni passaggi, un notaio o il giudice tutelare |
Quando conviene farsi aiutare (detto senza spaventarti)
Non è una questione di difficoltà: la procedura web è chiara. È una questione di quante decisioni devi prendere prima ancora di aprire il modello. Ognuna di queste ne aggiunge un blocco:
- Più immobili, soprattutto in province diverse: cambiano i conteggi di bollo e tassa per i servizi, e le conservatorie coinvolte.
- Più eredi con quote diverse, rinunce, rappresentazione: la ripartizione va costruita, non dedotta.
- Donazioni fatte in vita dal defunto: rientrano nel calcolo delle franchigie e vanno recuperate a ritroso.
- Testamento: prima va pubblicato da un notaio, poi recepito nella dichiarazione.
- Eredi minorenni: serve l'autorizzazione del giudice tutelare, e l'accettazione è con beneficio d'inventario.
- Beni all'estero: conti, immobili, con problemi di documentazione e traduzione.
- Disaccordi in famiglia: la dichiarazione può presentarla anche un solo erede per tutti, ma le conseguenze ricadono su tutti. Meglio che la scriva qualcuno di terzo.
Se ti riconosci in una sola di queste righe non è detto che serva aiuto. Se te ne riconosci in tre, il tempo che ci metteresti da solo ha smesso di essere gratis. Quanto ci vuole davvero, passaggio per passaggio, è in quanto tempo ci vuole per la dichiarazione di successione.
Come decidere da solo, in cinque minuti
Non serve un preventivo per capirlo. Rispondi a queste domande, in quest'ordine:
- L'eredità sta sotto i 100.000 €, va a coniuge o figli e non contiene immobili? Se sì, hai finito: dichiarazione di esonero alla banca e basta.
- Ci sono immobili, e in visura risultano intestati al defunto con i dati giusti? Se no, il precaricamento non ti aiuta e il problema è a monte.
- C'è un testamento, o eredi che non siano coniuge e figli? Se sì, la devoluzione va ricostruita prima.
- Sai già a quanto ammontano i saldi bancari alla data del decesso e il mutuo residuo? Se no, quella richiesta va fatta comunque, chiunque compili il modello.
- Qualcuno ha diritto all'agevolazione prima casa? Se sì, verifica i requisiti prima di barrare la casella: è la voce che sposta di più il conto.
Se hai risposto in modo lineare a tutte e cinque, apri la precompilata e vai. Se ti sei fermato su due o più, quello che ti manca non è un software: sono le informazioni. Le norme che stanno dietro a ognuna di queste domande sono raccolte in le regole, e la lista dei documenti da procurarti in ogni caso è nella checklist.
Se invece preferisci non pensarci
Facciamo noi quello che la precompilata non fa: raccolta e qualificazione dei dati bancari, passività, quote, agevolazioni. Poi lo Studio Legale ADM controlla, firma e trasmette. 349 € per il caso standard, fino a 6 eredi e 4 fabbricati, voltura compresa. E se dal preventivo risulta che il tuo caso si chiude con la precompilata gratuita, o che sei esonerato, te lo diciamo e non ci guadagniamo niente.
Scopri in 30 secondi di cosa hai bisognoSe hai deciso di fare da solo e vuoi vedere come si svolge la procedura telematica passo per passo, continua con la dichiarazione di successione online. Se invece stai confrontando i costi delle varie strade, il conto completo — compenso e imposte tenuti separati — è in quanto costa la dichiarazione di successione.
Domande frequenti
Cos'è la successione precompilata?
È il servizio web gratuito dell'Agenzia delle Entrate, attivo dal 15 luglio 2025, che propone una dichiarazione di successione in parte già compilata: i dati anagrafici del dichiarante, i recapiti validati, i terreni e i fabbricati intestati al defunto in Catasto (che si selezionano da un elenco) e i versamenti relativi a una precedente dichiarazione. Calcola le imposte sui dati presenti nel modello e consente di chiedere la voltura catastale. Si accede con SPID, CIE o CNS.
Cosa NON compila la precompilata?
Conti correnti, libretti, titoli e polizze; le passività come il mutuo residuo e le spese funebri e mediche deducibili; chi sono gli eredi e con quali quote; l'agevolazione prima casa; il testamento, che va allegato e la cui devoluzione va ricostruita da chi compila. Questi dati vanno raccolti, qualificati e inseriti dall'erede.
Chi non può usare la successione precompilata?
Il precaricamento degli immobili non è previsto nei territori a sistema tavolare (Trentino-Alto Adige e alcune zone confinanti), nelle dichiarazioni sostitutive di una dichiarazione già presentata e quando ci sono situazioni catastali da sanare, aggiornare o allineare. Per i decessi anteriori al 3 ottobre 2006 si usa ancora il Modello 4 cartaceo, da presentare in ufficio.
La voltura catastale è compresa nella precompilata?
Sì, la richiesta di voltura parte dalla stessa procedura, senza una pratica separata. Non è però eseguibile in via automatica per gli immobili nei territori a sistema tavolare, per quelli gravati da oneri reali e nei casi di eredità giacente o amministrata e di trust: lì va presentata una domanda di voltura all'Ufficio provinciale – Territorio, di norma entro 30 giorni dalla registrazione della dichiarazione.
Se sbaglio la precompilata chi paga?
L'erede che firma. Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 vale l'autoliquidazione: l'imposta la calcola e la versa il contribuente, e l'Agenzia controlla dopo, notificando l'eventuale maggiore imposta entro due anni dalla presentazione (cinque se la dichiarazione è omessa). Le sanzioni sono dell'80% della maggiore imposta per la dichiarazione infedele e del 120% per quella omessa. Va però detto che nella successione tipica a coniuge e figli l'imposta di successione è zero, perché la franchigia è di 1.000.000 € per erede.
Quando non serve presentare la dichiarazione di successione?
Quando ricorrono insieme tre condizioni: l'eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta, l'attivo ereditario non supera 100.000 € e non comprende beni immobili né diritti reali immobiliari (art. 28, comma 7, del D.Lgs. 346/1990). In quel caso alla banca si consegna una dichiarazione scritta di esonero, che l'intermediario trasmette all'Agenzia entro 15 giorni, e non serve pagare nessun professionista.