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Si può diseredare un figlio? In Italia no

In Italia non si può disporre liberamente di tutto quello che si lascia. Una parte è riservata per legge al coniuge e ai figli, e nessun testamento può togliergliela. Si chiama legittima, ed è la ragione per cui quasi tutte le liti ereditarie italiane finiscono allo stesso modo.

Aggiornata · agosto 2026

La domanda che tutti fanno, e la risposta breve

"Posso lasciare tutto a un figlio solo?" — No.

"Posso escludere quello che non mi parla da vent'anni?" — Nemmeno.

"E se lo scrivo in un testamento davanti al notaio?" — Il notaio lo scriverà, ma resterà attaccabile.

Il codice civile divide quello che una persona lascia in due parti: la legittima (o quota di riserva), che spetta per legge ad alcuni familiari, e la disponibile, di cui si può fare quello che si vuole.

Non è una regola di buon senso o di equità familiare: è un vincolo di legge, e vale anche se la volontà del defunto era chiarissima e messa per iscritto.

Chi ha diritto alla legittima, e quanta

Sono legittimari soltanto il coniuge (o la parte dell'unione civile), i figli e — solo se non ci sono figli — i genitori. Nessun altro: né i fratelli, né i nipoti, né i conviventi non uniti civilmente.

Chi c'èQuota riservataDisponibile
Un figlio solo1/21/2
Due o più figli2/3 in parti uguali1/3
Coniuge solo1/21/2
Coniuge + un figlio1/3 ciascuno1/3
Coniuge + due o più figli1/4 al coniuge, 1/2 ai figli1/4
Solo genitori1/32/3
Coniuge + genitori1/2 al coniuge, 1/4 ai genitori1/4

Al coniuge spettano inoltre, in aggiunta alla quota, il diritto di abitazione sulla casa familiare e quello d'uso sui mobili che la arredano (art. 540 del codice civile). È un diritto autonomo: resta anche se il coniuge rinuncia all'eredità.

⚠️ Il coniuge separato eredita come quello non separato, salvo che la separazione sia stata giudiziale con addebito a suo carico. Con il divorzio i diritti successori cessano.

Su cosa si calcola: non solo quello che resta

Qui c'è la parte che sorprende quasi tutti. La legittima non si calcola su quello che il defunto aveva il giorno della morte, ma su una somma più grande:

beni presenti alla morte − debiti + tutto quello che il defunto ha donato in vita

È il meccanismo della riunione fittizia. Serve a impedire una cosa altrimenti facilissima: svuotare il patrimonio con donazioni finché si è in vita, e lasciare al figlio da escludere un guscio vuoto.

Le donazioni tornano nel conto anche se fatte trent'anni prima, e anche se il donatario nel frattempo ha rivenduto. Rientrano anche le cosiddette donazioni indirette: il caso classico è il genitore che paga l'appartamento intestandolo direttamente al figlio.

Nella tua famiglia ci sono state donazioni?

Ce lo puoi dire nel preventivo: cambia il conto e cambia i documenti che servono. Ti diciamo cosa comporta prima che tu spenda un euro.

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Cosa succede se la legittima viene lesa

Un testamento che sacrifica un legittimario non è nullo. È peggio: è valido finché nessuno lo contesta. Chi è stato leso deve attivarsi.

Lo strumento si chiama azione di riduzione. Il legittimario chiede al giudice di ridurre le disposizioni testamentarie e, se non bastano, le donazioni — partendo dalla più recente e risalendo indietro nel tempo.

Si prescrive in dieci anni dall'apertura della successione. Non è breve, ma non è nemmeno infinito: chi aspetta perché "prima o poi ne parliamo in famiglia" rischia di parlarne quando non serve più.

La lezione del caso Caprotti

Nel testamento firmato il 9 ottobre 2014 davanti al notaio Carlo Marchetti, Bernardo Caprotti lasciò il controllo di Esselunga alla seconda moglie e alla figlia del secondo matrimonio, assegnando ai due figli di primo letto una quota di una holding immobiliare.

I legali di Giuseppe e Violetta Caprotti contestarono che l'assetto — considerando anche gli immobili donati negli anni precedenti — ledesse la loro quota di riserva. La vicenda non arrivò a sentenza: nel 2020 i due cedettero il loro 30% per 1,83 miliardi di euro.

Cosa insegna a una famiglia normale. Non che si vinca sempre: che la legittima è una leva contrattuale enorme. Chi la fa valere non chiede un favore, chiede una cosa che la legge gli dà — e questo cambia tutta la trattativa. Le famiglie che vogliono evitare la lite lo sanno, e la mettono nel conto prima, non dopo.

E se voglio davvero escludere qualcuno?

Ci sono margini, ma sono stretti e vanno costruiti in vita, non nel testamento.

⚠️ Quello che non funziona: intestare tutto a un figlio "per non avere problemi", vendere a un prezzo simbolico, o firmare accordi in cui gli altri rinunciano in anticipo. I patti successori sono vietati dall'art. 458 del codice civile: una rinuncia data prima della morte non vale niente.

Cosa fare, in pratica

Se stai pianificando: parlane con un notaio e con i figli. Quasi tutte le liti ereditarie italiane nascono da una sorpresa, non da un'ingiustizia.

Se hai ricevuto meno di quanto ti spetta: fatti fare un conteggio prima di litigare. Serve sapere cosa c'era, cosa era stato donato e a chi. Spesso il calcolo dice una cosa diversa da quella che sembra.

In ogni caso: la dichiarazione di successione va presentata entro dodici mesi, anche se la divisione è contestata. È un adempimento fiscale, viaggia su un binario separato da chi prende cosa.

Riferimenti: artt. 536-542 del codice civile (quote di riserva); art. 540 c.c. (diritto di abitazione del coniuge); art. 556 c.c. (riunione fittizia); artt. 553 e seguenti c.c. (azione di riduzione, prescrizione decennale); art. 463 c.c. (indegnità); art. 458 c.c. (divieto di patti successori); artt. 768-bis e seguenti c.c. (patto di famiglia); art. 31 del D.Lgs. 346/1990 (termine per la dichiarazione). I fatti sul caso Caprotti sono ripresi dalla stampa nazionale e riportati come cronaca pubblica.