Il testamento olografo: come si scrive senza sbagliarlo
Un foglio, una penna, tre requisiti. Il testamento olografo è il modo più semplice ed economico di lasciare le proprie volontà — e anche quello che finisce contestato più spesso, quasi sempre per un dettaglio che si poteva evitare in dieci secondi.
Aggiornata · agosto 2026I tre requisiti, e sono tassativi
L'articolo 602 del codice civile chiede tre cose. Non sono consigli: se ne manca una il testamento è nullo.
① Scritto interamente a mano dal testatore. Tutto: non una parola al computer, non un modulo prestampato da riempire, non una parte dettata a qualcun altro. Se una sola frase è di un'altra mano o di una stampante, cade tutto.
② Datato. Giorno, mese e anno. Serve a stabilire quale testamento vale se ce ne sono più d'uno, e a verificare che il testatore fosse capace in quel momento.
③ Firmato. In fondo alle disposizioni. La firma deve rendere riconoscibile chi scrive: basta anche il solo modo abituale di firmarsi, ma deve esserci.
Nient'altro è obbligatorio. Non serve il notaio, non servono testimoni, non serve la carta bollata, non serve registrarlo.
Le cose che lo fanno cadere, e che nessuno si aspetta
Scriverlo al computer e firmarlo a mano. È l'errore più frequente in assoluto, e produce un testamento nullo. Il requisito è l'olografia: la scrittura di proprio pugno è la prova dell'autenticità.
Farsi aiutare a scrivere. Se qualcuno guida la mano del testatore — anche con le migliori intenzioni, anche un familiare — il testamento è attaccabile perché non è più scrittura autografa.
Scrivere "oggi" o "Natale 2025" invece della data. Una data incompleta o generica può bastare a farlo annullare.
Firmare a metà foglio e continuare sotto. Vale quello che sta sopra la firma.
Non dire dove sta. Un testamento olografo perfetto ma chiuso in un cassetto che nessuno apre non produce alcun effetto. È il rischio più banale e il più frequente.
Il caso Berlusconi, e perché è istruttivo
Le ultime volontà di Silvio Berlusconi stavano in un testamento olografo: due facciate scritte a mano, secondo quanto riportato dalla stampa vergate il 19 gennaio 2022 mentre si recava all'ospedale San Raffaele di Milano.
Il foglio fu consegnato al notaio Arrigo Roveda e pubblicato ad Arcore il 5 luglio 2023. Assegnava ai due figli maggiori, oltre alla quota loro riservata per legge, l'intera quota disponibile — dando loro il controllo di Fininvest — e prevedeva lasciti a persone estranee alla famiglia.
Tre cose valgono per chiunque.
Il documento non conteneva l'elenco del patrimonio. Non serve: un testamento può disporre per quote senza descrivere ogni bene. L'inventario è un'altra cosa, e la fa chi eredita.
È stato consegnato a un notaio quando il testatore era ancora in vita. Non è obbligatorio, ma risolve alla radice il problema del foglio che non si trova.
Ne esistevano più d'uno. Con più testamenti vale il più recente per le parti incompatibili; le disposizioni compatibili restano tutte in piedi. È esattamente per questo che la data è un requisito e non una formalità.
Hai trovato un testamento e non sai cosa farne?
Ce lo puoi dire nel preventivo: cambia i documenti che servono e i tempi della pratica. Ti diciamo cosa comporta prima di iniziare, per iscritto.
Se lo trovi tu: cosa devi fare
Un testamento olografo trovato in casa non si può usare così com'è. Va prima pubblicato.
1. Non modificarlo, non aprirlo se è sigillato, non "sistemarlo". Va consegnato come si è trovato.
2. Portalo da un notaio. Redige un verbale di pubblicazione alla presenza di due testimoni, allega il documento e ne dà notizia agli eredi.
3. Da lì in poi produce effetti: prima serve solo a sapere cosa voleva il defunto, non a fare volture o sbloccare conti.
Il costo della pubblicazione varia da notaio a notaio ed è a carico di chi la richiede. È una delle poche cose per cui il notaio serve davvero in una successione: la dichiarazione all'Agenzia delle Entrate e la voltura catastale, invece, non lo richiedono.
⚠️ Chi trova un testamento e non lo consegna commette un fatto grave: la sottrazione o la soppressione di un testamento è penalmente rilevante, e può costare l'indegnità a succedere (art. 463 del codice civile).
Cosa può e cosa non può fare un testamento
Può: destinare la quota disponibile a chiunque, anche fuori dalla famiglia · assegnare beni determinati a persone determinate (legato) · nominare un esecutore testamentario · dettare le volontà sui funerali.
Non può: togliere la legittima a coniuge e figli · disporre di beni che non sono del testatore · imporre condizioni illecite o impossibili · essere fatto insieme a un'altra persona — il testamento congiuntivo è vietato (art. 589 c.c.), quindi due coniugi non possono farne uno solo su un unico foglio.
E poi c'è la parte fiscale, che resta comunque
Trovato o no il testamento, pubblicato o no, la dichiarazione di successione va presentata entro dodici mesi dal decesso. Cambia il quadro EA, cioè chi sono gli eredi e in quali quote — non cambia l'obbligo né la scadenza.
Se il testamento c'è, alla dichiarazione va allegata copia dell'atto e del verbale di pubblicazione. Se non c'è, la successione si dice ex lege e le quote le determina il codice civile.