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Seconde nozze: il coniuge e i figli del primo matrimonio

È la configurazione che produce più liti ereditarie di ogni altra: un coniuge arrivato dopo, e figli nati prima. Non perché qualcuno sia in malafede, ma perché quasi nessuno sa le quote — e ognuno arriva convinto di una cosa diversa.

Aggiornata · agosto 2026

Le quote, che sono meno intuitive di quanto sembri

Il coniuge — anche quello di seconde nozze, anche se il matrimonio è durato pochi anni — è legittimario a pieno titolo, esattamente come i figli. Non conta da quanto tempo, non conta l'età, non conta cosa ne pensino i figli.

Chi c'èRiservatoDisponibile
Coniuge + un figlio1/3 al coniuge, 1/3 al figlio1/3
Coniuge + due o più figli1/4 al coniuge, 1/2 ai figli in parti uguali1/4
Solo coniuge1/21/2

⚠️ I figli di primo e di secondo letto sono uguali. Non esiste alcuna distinzione: la quota riservata ai figli si divide in parti uguali fra tutti, nati dentro o fuori dal matrimonio, biologici o adottivi.

La casa, che è quasi sempre il vero problema

Oltre alla sua quota, al coniuge superstite spettano il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e il diritto d'uso sui mobili che la arredano.

Sono diritti in aggiunta alla quota, non compresi in essa. E sono i più conflittuali di tutti, perché il risultato pratico è questo: i figli ereditano la nuda proprietà di una casa in cui non possono entrare, finché il coniuge è in vita.

Due cose che quasi nessuno sa:

Il caso Pavarotti, che è il manuale di questa situazione

Luciano Pavarotti è morto nel 2007 lasciando la seconda moglie Nicoletta Mantovani, tre figlie del primo matrimonio con Adua Veroni — Lorenza, Cristina e Giuliana — e la figlia Alice, avuta da Nicoletta.

Un testamento del 13 giugno 2007 attribuiva a ciascuno la propria quota di legge: 4/16 alla moglie e 2/16 a ognuna delle quattro figlie. Un conto che torna esattamente con la tabella qui sopra: un quarto al coniuge, metà ai figli.

Ma i testamenti erano tre, e uno destinava i beni negli Stati Uniti — circa 15 milioni di dollari su un patrimonio stimato attorno ai 300 milioni di euro — a Nicoletta, con il vincolo di conferirli in un trust.

Nel 2008 si arrivò a un accordo fra la vedova e le tre figlie di primo letto: i beni furono divisi «in modo equo e secondo i parametri di legge», e la villa di Colle San Bartolo a Pesaro andò alle tre figlie del primo matrimonio.

Tre cose che valgono per chiunque.

Il testamento che rispetta le quote di legge non elimina la lite: qui c'era, ed era scritto bene, ma restavano i beni all'estero e i testamenti multipli. La lite nasce quasi sempre dalle cose non chiare, non dalle quote.

I beni all'estero fanno storia a sé. Cambia la legge applicabile, cambiano i documenti, cambiano i tempi.

Si è chiusa con un accordo, come quasi tutte. E secondo quanto raccontato dai legali, con rapporti ricuciti.

Ci sono figli di matrimoni diversi?

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Perché queste successioni si incagliano

Non è mai per cattiveria. Sono tre meccanismi ricorrenti.

Nessuno conosce le quote. Il coniuge arriva convinto che gli spetti metà; i figli, che la casa di famiglia sia loro. Nessuno dei due ha ragione, e la trattativa parte da due errori opposti.

La casa non si può dividere. Con il diritto di abitazione la nuda proprietà dei figli è, in concreto, congelata. È difficile da vendere e difficile da usare — e su un immobile che è spesso il grosso del patrimonio.

Le donazioni fatte prima. Un genitore che si risposa ha spesso già aiutato i figli grandi: un appartamento, un contributo per la casa, un mutuo estinto. Tutto questo rientra nel calcolo con la riunione fittizia, e il coniuge nuovo di solito non lo sa.

Cosa si può fare prima, se sei tu a risposarti

E se la successione è già aperta

La dichiarazione va presentata entro dodici mesi, anche mentre si discute. Basta che la presenti uno degli obbligati e vale per tutti, ma l'imposta è dovuta in solido: se uno non paga, l'Agenzia può chiederla agli altri.

Nel modello vanno indicati tutti gli eredi, di ogni matrimonio, con i rispettivi gradi di parentela. E se il coniuge chiede l'agevolazione prima casa sull'abitazione familiare, l'agevolazione si estende all'intero bene, anche alle quote degli altri.

Riferimenti: artt. 540-542 del codice civile (quote riservate al coniuge e ai figli); art. 540 comma 2 c.c. (diritto di abitazione e d'uso); art. 548 c.c. (coniuge separato); art. 585 c.c. (divorzio); art. 536 c.c. e legge 219/2012 (parità fra tutti i figli); art. 556 c.c. (riunione fittizia); art. 12 del D.Lgs. 346/1990 (polizze vita fuori dall'attivo); art. 36 D.Lgs. 346/1990 (solidarietà); istruzioni al modello, quadro EF (estensione dell'agevolazione prima casa all'intero bene). I fatti sul caso Pavarotti sono ripresi dalla stampa nazionale e riportati come cronaca pubblica.