Successione Certa pratiche di successione
Guida

Erediti terreni agricoli? Le agevolazioni che pochi conoscono

Sì, esistono agevolazioni che possono azzerare l'imposta catastale e ridurre quella ipotecaria sui terreni agricoli ereditati — ma quasi sempre solo se tu, o un altro erede, sei già coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale (IAP), oppure sei disposto a impegnarti a diventarlo e a coltivare il terreno per i prossimi dieci anni. Non è un bonus automatico: è uno scambio. E in questa pagina i vincoli hanno lo stesso spazio dei vantaggi, perché è la parte che le guide online di solito saltano. Se invece cerchi le basi — quadro EB, valore catastale, come si compila — sono in terreni agricoli in successione.

Aggiornata · luglio 2026

Chi può chiedere le agevolazioni: cosa vuol dire coltivatore diretto e IAP

Prima di guardare le singole agevolazioni, serve chiarire una cosa: nessuna di queste è legata alla successione in sé. Sono legate a chi eredita, non a cosa si eredita. Se nessuno degli eredi ha, o vuole assumersi, una delle due qualifiche seguenti, questa guida si ferma qui e per te non cambia nulla.

In entrambi i casi la qualifica va attestata: di norma con l'iscrizione alla gestione previdenziale agricola INPS, o con una dichiarazione sostitutiva se non sei ancora iscritto ma ti impegni a coltivare per il periodo richiesto. Se tra gli eredi nessuno ha questi requisiti e nessuno vuole assumerli, le agevolazioni di questa pagina restano fuori portata — ed è meglio saperlo prima di perdere tempo a inseguirle.

La piccola proprietà contadina non si applica alle successioni: l'equivoco più comune

Molte persone sentono parlare di "piccola proprietà contadina" (PPC) e pensano che valga anche per un'eredità. Non è così, e va detto subito. La PPC — oggi disciplinata dall'art. 173 del nuovo Testo Unico dell'imposta di registro (D.Lgs. 123/2025, in vigore dal 1° gennaio 2026, che ha riordinato la vecchia L. 604/1954 e l'art. 2, comma 4-bis, del D.L. 194/2009) — riduce le imposte su gli acquisti a titolo oneroso di terreni agricoli da parte di coltivatori diretti e IAP: registro e ipotecaria fisse a 200 € ciascuna, catastale all'1%.

Ma una successione non è un acquisto oneroso: è un trasferimento a titolo gratuito, per causa di morte. La PPC, per costruzione normativa, non si applica né alle successioni né alle donazioni. Chi eredita un terreno che il defunto aveva comprato con la PPC non perde l'agevolazione già ottenuta dal defunto sull'acquisto, ma non può chiederne una nuova sulla successione invocando la PPC. Le agevolazioni che davvero contano per chi eredita sono altre due, e le vediamo ora.

Il compendio unico: l'agevolazione più forte, e il vincolo più pesante

Il compendio unico (art. 5-bis D.Lgs. 228/2001, introdotto dal D.Lgs. 99/2004) è l'estensione di terreno che raggiunge il livello minimo di redditività stabilito dai piani regionali di sviluppo rurale. Quando un erede coltivatore diretto o IAP si impegna a costituirlo — anche accorpando più particelle già presenti nell'eredità — e a coltivarlo o condurlo per almeno dieci anni, l'imposta ipotecaria e quella catastale sui terreni interessati sono esenti invece che proporzionali (2% e 1% del valore catastale).

Il prezzo dell'agevolazione, in tre punti.

Chi ha già intenzione di continuare a coltivare quei terreni per un decennio ci guadagna. Chi pensa di vendere entro pochi anni, o di dividerli con i fratelli appena possibile, no.

Terreni in comuni montani: la stessa logica, con qualche differenza

Se i terreni ereditati si trovano in un comune classificato montano, esiste una variante dello stesso meccanismo, di origine più antica (art. 5-bis L. 97/1994, "Nuove disposizioni per le zone montane"): stesso impegno — coltivatore diretto o IAP, compendio unico, coltivazione per almeno dieci anni — ma con un'esenzione storicamente più ampia, che alcune fonti descrivono come totale su registro, ipotecaria, catastale, bollo "e ogni altra imposta" collegata al trasferimento.

Quello che conta per capire se il tuo caso rientra qui non è l'esistenza dell'ente "comunità montana" — in molte regioni soppresso o accorpato in unioni di comuni dopo la spending review del 2009-2012 — ma la classificazione catastale e amministrativa del comune come montano. Si verifica con l'ufficio tecnico del comune, con un agronomo, con un CAA (centro di assistenza agricola), oppure te la conferma l'avvocato dello studio insieme al resto del fascicolo.

Nel modello di successione questa agevolazione ha un codice proprio: la vediamo tra poco insieme alle altre.

Non sai se il tuo caso ha diritto a un'agevolazione?

Prepariamo la dichiarazione di successione e verifichiamo con te, caso per caso, se rientri in una di queste agevolazioni — e se conviene davvero chiederla. Prezzo fisso 349 € per il caso standard, voltura catastale compresa; se ci sono più di quattro immobili, terreni compresi, il supplemento si calcola sul lavoro reale, non a particella.

Verifica il tuo caso in 30 secondi

La riduzione del 40% per i fondi rustici: a chi conviene davvero

C'è una terza agevolazione, più vecchia e meno vincolante, che riguarda direttamente l'imposta di successione (non solo ipotecaria e catastale): l'art. 25, comma 2, del D.Lgs. 346/1990 riduce l'imposta di successione del 40% sul valore dei fondi rustici, comprese le costruzioni rurali, fino a un tetto di 103.291,38 €, quando sono trasferiti al coniuge, ai parenti in linea retta o a fratelli e sorelle del defunto. Serve che l'erede sia coltivatore diretto nell'ambito di una famiglia diretto-coltivatrice, e un'attestazione dell'ufficio regionale competente allegata alla dichiarazione.

Qui la parte onesta da dire è questa: per coniuge e figli l'imposta di successione è quasi sempre già zero, grazie alla franchigia di 1.000.000 € a testa. Una riduzione del 40% su un'imposta che è già zero non produce nessun risparmio. Questa agevolazione torna utile soprattutto sopra la franchigia, oppure per fratelli e sorelle (franchigia 100.000 €) o altri parenti che pagano l'imposta fin dal primo euro. Per la maggior parte delle famiglie che ci scrivono, semplicemente, non serve.

Il quadro EG del modello: come si chiedono le agevolazioni

Nella dichiarazione di successione telematica le agevolazioni sui terreni si dichiarano nel quadro EG, la sezione con l'elenco di documenti e dichiarazioni sostitutive. In particolare, il rigo EG10 ("Agevolazioni imposte ipocatastali", cioè le imposte ipotecaria e catastale insieme) raccoglie tre codici: C per i terreni agricoli in comuni montani, D per le aziende, E per i terreni agricoli costituiti in compendio unico. Il rigo EG11 ("Riduzioni imposta di successione") raccoglie invece i beni culturali (codici A ed L), le aziende e quote di società di persone in comuni montani (codice Q, impegno di almeno cinque anni a proseguire l'attività) e i beni già tassati in una successione precedente entro cinque anni (codici 1-2-3-4-5). Per ciascun codice richiesto va allegata al quadro EH una dichiarazione sostitutiva con l'impegno specifico — a costituire il compendio, a coltivare, a proseguire l'attività — firmata sotto la propria responsabilità, anche penale, ai sensi degli artt. 46 e 47 del DPR 445/2000.

Sono poche righe nel modello, ma dichiarano un impegno legale che dura dieci anni. È il motivo per cui, su questi codici, il controllo dell'avvocato prima della trasmissione non è una formalità.

Le agevolazioni a confronto

AgevolazioneChi può chiederlaCosa si risparmiaVincoloQuando si decade
Compendio unico (E)Coltivatore diretto o IAP che si impegna a costituirloIpotecaria e catastale esenti sui terreni interessatiColtivazione/conduzione per 10 anni, indivisibilitàVendita, frazionamento o mancata coltivazione entro 10 anni: imposte + interessi + sanzione 50%
Terreni in comuni montani (C)Coltivatore diretto o IAP, stesso impegno del compendio unicoEsenzione storicamente più ampia (anche bollo e altre imposte collegate)Coltivazione/conduzione per 10 anniCome sopra
Riduzione 40% fondi rustici (art. 25 c.2)Coniuge, parenti in linea retta, fratelli/sorelle, coltivatore diretto40% dell'imposta di successione, fino a 103.291,38 €Nessun impegno pluriennale, serve l'attestazione regionaleNon applicabile: è una riduzione, non richiede impegni futuri
Piccola proprietà contadinaColtivatore diretto o IAP, ma solo per acquisti onerosiNon si applica alle successioni

Quando l'agevolazione non conviene

Qui diciamo la parte che a noi non conviene dire, ma che è vera. Le agevolazioni su compendio unico e comuni montani hanno senso quando il vincolo decennale è compatibile con quello che vuoi fare comunque. Diventano una cattiva idea quando:

Detto semplice: l'agevolazione conviene a chi vuole continuare a coltivare quella terra. A tutti gli altri, di solito, no.

Cosa facciamo noi, e cosa verifica l'avvocato

Prepariamo la dichiarazione di successione e la voltura catastale, calcoliamo le imposte con e senza le agevolazioni possibili, e ti diciamo con chiarezza se conviene chiederle. Ma la verifica dei requisiti soggettivi — se sei davvero coltivatore diretto o IAP, se la tua situazione familiare regge il requisito del terzo, se il comune è classificato montano, se conviene impegnarsi per dieci anni — è per costruzione un giudizio sul tuo caso specifico, e lo dà l'avvocato dello studio, non un contenuto informativo online. Diffida di chi ti promette un'agevolazione prima di aver visto la visura catastale e la tua situazione professionale.

Vedi anche i documenti necessari, quanto costa la dichiarazione e quando serve davvero il notaio — la costituzione del compendio unico è uno dei casi in cui serve. Se il decesso risale a più di dodici mesi fa, leggi anche cosa succede in caso di ritardo. La checklist stampabile dei documenti è qui, e le norme per esteso sono raccolte in le regole.

Riferimenti: art. 31 L. 590/1965 (definizione di coltivatore diretto); art. 1 D.Lgs. 99/2004 (definizione di imprenditore agricolo professionale, requisiti ridotti nelle zone svantaggiate e montane); art. 173 D.Lgs. 123/2025, Testo Unico dell'imposta di registro e di altri tributi indiretti in vigore dal 1° gennaio 2026 (piccola proprietà contadina, che sostituisce la disciplina della L. 604/1954 e dell'art. 2, comma 4-bis, D.L. 194/2009 conv. L. 25/2010; non applicabile a successioni e donazioni); art. 5-bis D.Lgs. 228/2001, introdotto dal D.Lgs. 99/2004 (compendio unico agricolo, vincolo di indivisibilità decennale, sanzione del 50% in caso di decadenza secondo l'orientamento dell'Agenzia delle Entrate, da ultimo risposta a interpello n. 205/2025); art. 5-bis L. 97/1994 (compendio unico nei territori montani); art. 25, comma 2, D.Lgs. 346/1990, Testo Unico dell'imposta sulle successioni e donazioni (riduzione del 40% sui fondi rustici trasferiti a coniuge, parenti in linea retta o fratelli/sorelle, fino a 103.291,38 €); artt. 46 e 47 DPR 445/2000 (dichiarazioni sostitutive nel quadro EH). Sulla tempistica di costituzione del compendio unico rispetto alla dichiarazione di successione: orientamento dell'Agenzia delle Entrate, risposta a interpello n. 396/2020. Struttura dei quadri EG10, EG11 ed EH: modello e istruzioni "Dichiarazione di successione e domanda di volture catastali", Agenzia delle Entrate, consultati a luglio 2026. Contenuto informativo, non consulenza sul caso specifico: la verifica dei requisiti soggettivi (qualifica di coltivatore diretto o IAP, classificazione del comune, convenienza dell'impegno decennale) va fatta con l'avvocato dello studio prima di presentare la dichiarazione.