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Come si calcola il valore catastale in successione

Parti dalla rendita catastale che leggi in visura, la rivaluti del 5% (del 25% se è un terreno) e la moltiplichi per un coefficiente che dipende dalla categoria dell'immobile: 120 per un'abitazione, 110 se hai i requisiti prima casa, numeri diversi per uffici, negozi, capannoni e terreni. Il risultato è il valore catastale, ed è la base su cui si calcolano l'imposta ipotecaria e quella catastale — quasi sempre più basso del prezzo di mercato. Qui trovi il conto completo, moltiplicatore per moltiplicatore, con un esempio reale in cui il totale torna all'euro.

Aggiornata · luglio 2026

Perché ti serve proprio questo numero

Il valore catastale non è una curiosità: è il dato su cui si liquidano l'imposta ipotecaria e l'imposta catastale di ogni immobile inserito nel quadro EB o EC della dichiarazione di successione (le sezioni del modello dedicate a fabbricati e terreni). Se il nostro preventivatore — o qualunque altro calcolatore serio — ti chiede questo valore, è perché senza non si può stimare nulla di realistico: il prezzo di mercato non c'entra, e chi lo usa al posto del valore catastale sbaglia il conto per definizione.

Dove si legge la rendita catastale

La rendita catastale è il dato di partenza per i fabbricati, ed è scritta sulla visura catastale dell'immobile, nel riquadro con il classamento: categoria (es. A/2, C/6), classe e appunto la rendita, espressa in euro. Per i terreni la voce corrispondente si chiama reddito dominicale (a cui si affianca il reddito agrario, che qui non serve): si parte da quello, non dalla rendita, ed è la differenza più importante da tenere a mente quando l'asse comprende terreni oltre alla casa.

Se il defunto aveva sistemato il Catasto di recente, la rendita in visura è già quella corretta. Se invece la casa non è mai stata accatastata a dovere — capita più spesso di quanto si pensi con le vecchie proprietà di famiglia — la rendita può essere sbagliata o mancante, e in quel caso serve prima un tecnico (geometra o architetto) per una variazione catastale: non è un lavoro che la dichiarazione di successione può aggirare.

Come si ottiene una visura, anche gratis

Puoi chiederla tu stesso, senza pagare nessuno. Sul sito dell'Agenzia delle Entrate, nell'area riservata, con SPID, CIE o CNS, chi è titolare di un immobile — anche solo per quota — scarica la propria visura in PDF gratis e senza tributi. Dal 1° gennaio 2025, con il D.Lgs. 139/2024, sono diventate gratuite online anche le visure di immobili non ancora intestati a te: una novità che riguarda esattamente gli eredi, perché prima della voltura la casa del defunto in Catasto risulta ancora a suo nome, non al tuo. Detto onestamente: se hai un solo immobile da controllare, questo passaggio puoi farlo da solo, senza pagare un servizio per questo.

Il conto, passo per passo

Per un fabbricato la formula è sempre la stessa:

Rendita catastale × 1,05 × moltiplicatore di categoria = valore catastale.

La rivalutazione del 5% è fissa per tutti i fabbricati (art. 3, comma 48, della L. 662/1996) e si applica sempre, prima di moltiplicare per il coefficiente. Il moltiplicatore, invece, cambia in base a cosa risulta in Catasto: è lì che si annidano quasi tutti gli errori, perché non è un numero unico ma una tabella.

I moltiplicatori per categoria: la tabella che conta

Categoria catastaleCosa comprendeMoltiplicatore
Gruppo A (esclusa A/10) — abitazioniCase, appartamenti, ville120 (110 con i requisiti prima casa)
C/2, C/6, C/7 — pertinenzeCantine, soffitte, garage, box, tettoie120 (110 se pertinenza della prima casa agevolata)
A/10 e D (escluso D/5)Uffici, studi privati, capannoni, alberghi60
C/1 ed ENegozi, botteghe, immobili a destinazione particolare40,8
Terreni non edificabiliAgricoli, a partire dal reddito dominicale90 (su reddito rivalutato del 25%)

Il numero che tutti citano — 120, o 110 con la prima casa — vale solo per le abitazioni e per le loro pertinenze dirette. Un ufficio, un capannone o un negozio ereditati insieme alla casa hanno un moltiplicatore diverso e più basso: usare 120 per tutto l'asse è un errore comune quanto quello sulla prima casa, e porta a sovrastimare il valore degli immobili non abitativi.

I terreni si calcolano diversamente

Per un terreno non c'è rendita catastale da rivalutare: si parte dal reddito dominicale, lo si rivaluta del 25% (non del 5%) e si moltiplica per 90. La formula è quindi: reddito dominicale × 1,25 × 90. Se l'asse comprende più particelle della stessa zona, come capita spesso con le vecchie proprietà agricole di famiglia, il conto va ripetuto particella per particella prima di sommare i valori, perché reddito e qualità del terreno possono cambiare da una particella all'altra anche a pochi metri di distanza.

Perché il valore catastale non è il valore di mercato

Il valore catastale nasce da una stima amministrativa fatta decenni fa e aggiornata solo con coefficienti fissi, non con l'andamento del mercato immobiliare. Per questo è quasi sempre più basso — a volte meno della metà — del prezzo a cui la stessa casa si venderebbe oggi. Per la dichiarazione di successione questo gioca a tuo favore: ipotecaria e catastale si calcolano sul valore catastale, non sul valore di mercato, e nessuna perizia immobiliare può cambiare questo dato. Non serve stimare quanto vale la casa per il mercato: serve solo il conto qui sopra.

Dal valore catastale alle imposte: ipotecaria, catastale e i minimi

Una volta ottenuto il valore catastale di ogni immobile, il passaggio alle imposte è semplice: imposta ipotecaria 2% e imposta catastale 1% sul valore catastale, ciascuna con un minimo di 200 € (D.Lgs. 347/1990). Sotto quella soglia si paga comunque il minimo: per un immobile di scarso valore, come un piccolo terreno o un box, il 2% o l'1% quasi sempre non arrivano a 200 €, e allora è il minimo a determinare il conto.

L'agevolazione prima casa vale su una sola abitazione (l'errore più diffuso)

Se anche un solo erede ha i requisiti dell'agevolazione prima casa, ipotecaria e catastale scendono a 200 € fisse ciascuna, qualunque sia il valore catastale — ma solo per quella abitazione. L'agevolazione si applica infatti a una sola unità immobiliare, più al massimo tre pertinenze, una per ciascuna delle categorie C/2, C/6 e C/7 (Nota II-bis, art. 1, Tariffa Parte Prima allegata al DPR 131/1986, richiamata anche per successioni e donazioni). Tutti gli altri immobili dell'asse — un'altra casa, un terreno, un garage in più — restano tassati in proporzione, con il 2% e l'1% ordinari. Se il tuo caso è al confine dei requisiti, le regole vanno lette prima di barrare la casella: un'agevolazione applicata senza averne diritto è un errore che si paga con una sanzione, non solo con l'imposta dovuta.

Lo scriviamo con franchezza perché è successo anche a noi: il nostro preventivatore, nelle prime versioni, applicava l'agevolazione a tutto l'asse ereditario invece che a una sola casa. Un errore che, su un caso reale, portava a una stima di 635 € contro i 1.307 € realmente dovuti — meno della metà. Lo abbiamo corretto solo dopo aver messo le mani su una liquidazione vera, e da allora il calcolatore chiede sempre quale, tra gli immobili, è quello agevolato.

Un esempio numerico completo

Questi numeri non sono costruiti a tavolino: sono quelli di una dichiarazione di successione reale, già chiusa, che abbiamo usato per verificare che la formula tornasse giusta all'euro. Caso tipo: un erede unico, una casa con i requisiti prima casa da 65.776 € di valore catastale, più altri immobili (terreni e un fabbricato non agevolato) per 21.820 €, tutti nella stessa provincia.

VoceCalcoloImporto
Imposta ipotecaria200 € fissi sulla casa agevolata + 2% di 21.820 €636 €
Imposta catastale200 € fissi sulla casa agevolata + 1% di 21.820 €418 €
Tassa per i servizi ipotecari e catastaliFissa, per circoscrizione120 €
Imposta di bollo85 € + 32 € per l'attestazione di avvenuta presentazione117 €
Tributi specialiFissi, per l'attestazione16 €
Totale versato all'Erario1.307 €

Nota come la casa agevolata non "trascina" gli altri immobili: paga 200 € + 200 € fissi da sola, mentre i restanti 21.820 € pagano il 2% e l'1% come qualunque immobile senza agevolazione. Sommando le due parti — non applicando lo sconto a tutto l'asse — il totale coincide con quanto realmente liquidato.

Le voci fisse valgono per una sola circoscrizione

Tassa per i servizi ipotecari e catastali, bollo e tributi speciali sono importi per circoscrizione di pubblicità immobiliare, cioè per ogni conservatoria in cui ricadono gli immobili — in pratica, quasi sempre una per provincia. Nell'esempio sopra tutti gli immobili sono nella stessa provincia, quindi quelle voci si pagano una volta sola. Se invece l'asse comprende immobili in province diverse, ciascuna voce fissa si moltiplica per il numero di circoscrizioni coinvolte, e il totale cresce di conseguenza: è un dettaglio che un calcolatore generico può facilmente non gestire.

Non sai a quanto ammonta il tuo valore catastale?

Il preventivatore ti guida nel calcolo e ti dà in 30 secondi anche la stima delle imposte, gratis e senza lasciare dati. Poi: 349 € per il caso standard (fino a 6 eredi e 4 fabbricati) con voltura catastale compresa, 10 giorni lavorativi da documentazione completa, prezzo scritto prima di iniziare.

Calcola il preventivo

Cosa fare se il conto non ti torna

Se hai fatto il calcolo e il numero non ti convince, i punti da ricontrollare in ordine sono: la categoria catastale letta correttamente in visura, il moltiplicatore giusto per quella categoria (non tutti gli immobili sono "abitazioni" con il 120), e quale — se uno solo — degli immobili ha davvero i requisiti prima casa. Per il quadro completo di documenti e imposte, le guide su i documenti per la dichiarazione di successione e su quanto costa la dichiarazione di successione coprono il resto del conto. Se il tuo caso è semplice — un solo immobile, Catasto in ordine — può bastarti anche la precompilata gratuita dell'Agenzia. Per una lettura della visura che sembra anomala (categoria che non torna, rendita mancante, annotazioni di ruralità), o per verificare se hai davvero i requisiti prima casa nel tuo caso specifico, lo conferma l'avvocato dello studio: qui trovi come funziona la norma in generale, non un parere sul tuo immobile.

Riferimenti: D.Lgs. 347/1990 (imposta ipotecaria 2% e catastale 1% sul valore catastale, minimo 200 € ciascuna; misura fissa di 200 € + 200 € con l'agevolazione prima casa); art. 3, commi 48 e 51, della L. 662/1996 (rivalutazione del 5% delle rendite catastali dei fabbricati e del 25% dei redditi dominicali dei terreni); art. 2, comma 63, della L. 350/2003 e art. 2, comma 45, del D.L. 262/2006 conv. in L. 286/2006 (rideterminazione dei moltiplicatori, da cui derivano gli attuali 120/110 per il gruppo A e le pertinenze C/2-C/6-C/7, 60 per A/10 e D, 40,8 per C/1 ed E, 90 per i terreni); Nota II-bis dell'art. 1 della Tariffa, Parte Prima, allegata al DPR 131/1986 (agevolazione prima casa estesa a una sola pertinenza per ciascuna delle categorie C/2, C/6, C/7, applicabile anche a successioni e donazioni); D.Lgs. 139/2024 (dal 1° gennaio 2025, importi di imposta di bollo, tassa per i servizi ipotecari e catastali e tributi speciali; gratuità delle visure catastali online anche per immobili non ancora intestati al richiedente). Le cifre dell'esempio numerico provengono da una dichiarazione di successione reale, già chiusa, usata per verificare la correttezza della formula. Pagine e fonti consultate a luglio 2026. Contenuto informativo, non consulenza sul caso specifico: nel tuo caso lo verifica l'avvocato dello studio.